APPELLO AI LAVORATORI: PREPARIAMO UN ESERCITO COMPATTO PER VINCERE

APPELLO AI LAVORATORI: PREPARIAMO UN ESERCITO COMPATTO PER VINCERE

Transizione verde. Le nuove sfide, la guerra che ci aspetta e i pericoli che corriamo.
Siamo molto preoccupati per le proposte contenute nel documento FIT FOR 55, presentato il 14 luglio scorso dalla Presidente della Commissione Ue Ursula Von Der Leyen.
Abbiamo il sospetto che dietro le grandi prospettive programmatiche, da noi condivise, circa il Green New Deal, si nasconda una tragica verità: far pagare ai Lavoratori il costo dei processi di cambiamento e, a livello più generale, la destrutturazione del nostro tessuto industriale, usando a pretesto parole dordine obbligate, come laccelerazione dei tempi (in vista del 2030 e del 2050) e linasprimento dei parametri di costo.
Tutte scuse per una velocizzazione ideologica che, molto probabilmente, metterà in crisi intere filiere produttive, in primis, quelle energivore, attraverso i nuovi sistemi di tassazione Ets e Carbon Tax.
La nostra risposta è, e sarà come sempre, chiara, ferma e decisa. La transizione energetica non significa transizione sociale, come giustamente ha ribadito in ogni occasione il nostro Segretario Generale Luigi Sbarra.
I Lavoratori non devono essere le vittime, ma i protagonisti del cambiamento, attraverso lunico strumento storico ed efficace che da sempre hanno avuto e hanno a disposizione: il Sindacato che li rappresenta.
Aurelio Regina, delegato allenergia di Confindustria, anche lui, ha dato lallarme: Il pacchetto ambiente della Ue inciderà profondamente nellassetto produttivo, occorrono soluzione tecniche per un passaggio con tempi e modalità adeguate. Il governo ci convochi, serve visione strategica.
Caro dottor Regina, tutti daccordo: ma niente si deve e si può fare senza il Sindacato.
Le visioni strategiche, le realizzazioni, si concertano col Sindacato. Subito tavoli condivisi col Governo, senza incontri bilaterali o tavoli riservati. Il futuro si affronta insieme, serve una vera partecipazione.
La posta in palio è altissima: il Settore energetico è vitale e centrale per la ripartenza economica italiana.
LItalia, come noto, ha una dipendenza energetica dall'estero che si aggira intorno al 78,6%. E rischia, tra poco, di essere totalmente asservita allimportazione di energia. La coscienza e analisi di questa realtà ci deve far reagire.
Ma se la Società, il nostro Paese, hanno bisogno del Sindacato, anche ogni Lavoratore, deve essere consapevole che ha bisogno dei suoi rappresentanti.
Ci aspetta una guerra e questa guerra non si combatte comodamente seduti sul divano, delegando, ma partecipando fattivamente alla costruzione del futuro, allinterno delle nostre Aziende e ovunque.
Le case si costruiscono mattone su mattone, pezzo su pezzo. Un lavoro quotidiano che deve essere collettivo e condiviso. Il Sindacato non è unistituzione legata al passato, ma lunico strumento efficace per governare il presente e preparare il nuovo.
Articolo 177 del Codice degli Appalti, la fine della maggior tutela, la digitalizzazione che porterà con sé novità esponenziali e ancora tutte da scoprire, limpedire che il perimetro del Recovery, pensato da Bruxelles, si trasformi nella riedizione di vecchie logiche aziendali, del vecchio liberismo, nella perdita di posti di lavoro, dipende esclusivamente da noi, dai nostri contenuti, dalle nostre denunce e proposte.
Le guerre si vincono e si perdono insieme. Se vinciamo, saranno vittorie di tutti, se perdiamo saranno sconfitte di tutti. Chi non partecipa, chi non combatte si assume una grande responsabilità non solo verso sé stesso, ma anche verso unintera comunità, di uomini, donne, giovani, di famiglie. Lerrore più grande che si può commettere è dimenticare, ignorare o dare per scontato il patrimonio di protezioni sociali di cui oggi disponiamo e beneficiamo. Ebbene, questo patrimonio non è stato a costo zero. E stato il frutto di lotte e di sacrifici da parte di generazioni di Lavoratori e Lavoratrici che ci hanno preceduto. E che noi abbiamo il dovere morale di continuare a portare avanti.
Ciò che bisogna evitare, proprio in questo delicato momento storico è il disimpegno, la divisione, la frammentazione, il fai da te, che farebbe soltanto il gioco di chi ha a cuore solo il profitto. La compattezza del mondo del lavoro è la condizione necessaria per essere artigiani del domani. Partecipazione, quindi, dentro il Sindacato, partecipazione nella Società, partecipazione nelle Relazioni industriali.
Noi della FLAEI ci siamo:
UN SINDACATO PER TUTTI, UN SINDACATO DI TUTTI.

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