Attivo unitario FILCTEM-FLAEI-UILTEC - Sulla situazione del Gruppo Enel
Il 14 novembre 2023 si è svolto a Roma lattivo unitario di FILCTEM-FLAEI-UILTEC per fare il punto sulla situazione del Gruppo Enel, con la presenza di oltre 200 delegate e delegati sindacali provenienti da ogni parte dItalia. Uno sforzo organizzativo importante che si è reso necessario per valutare ed assumere le opportune iniziative per invertire una strategia miope in una grande e strategica Azienda italiana a cui è affidato un ruolo centrale nella transizione energetica.
La relazione presentata dalle Segreterie Nazionali e i numerosi interventi dei responsabili sindacali presenti, hanno messo a fuoco una situazione allinterno del Gruppo Enel non più sostenibile, sul piano dei carichi e dello stress sul lavoro, del dimensionamento insufficiente di personale e delle criticità dei modelli organizzativi nelle varie aree di business, a partire da quelle che svolgono una attività in concessione dallo Stato (distribuzione, idroelettrico, geotermia) e nellarea dei servizi commerciali.
Sono presenti significative difficoltà in tutte le realtà, in particolare:
" nella Distribuzione la situazione risulta critica a causa degli efficientamenti realizzati nel tempo, soprattutto sul piano degli organici, aggravata da un modello organizzativo e di funzionamento da ripensare profondamente, con una quotidianità che è condizionata dalle priorità e urgenze per rispettare le esigenze legate al servizio elettrico ed una generalizzata turnazione della reperibilità al di sotto della normativa contrattuale di 1 settimana su 4. Unarea dove non è pensabile continuare a fare razionalizzazioni, né tantomeno pensare ad affidare attività distintive allesterno come le manovre di esercizio o modificare lattuale organizzazione degli orari di lavoro;
" nella Generazione preoccupa la scadenza delle concessioni idroelettriche e geotermiche, mentre anche in questo ambito aziendale emergono ipotesi di modifiche gestionali ed organizzative nella conduzione degli impianti termoelettrici in assenza di progetti per la conferma dei siti nellottica del phase-out del carbone e difficoltà nel presidio delle dighe e degli impianti idroelettrici a causa della mancanza di personale;
" nel Mercato, lAzienda non ha ancora esplicitato in maniera chiara i possibili scenari e soprattutto i relativi riflessi sul personale a seguito dellimminente superamento della Maggior Tutela per tutti i clienti domestici.
Nel frattempo, non si conoscono i contorni e gli impatti del processo di integrazione tra Enel Energia ed Enel X e le prospettive di Enel X Way confluita allinterno di Enel X dal 1° ottobre 2023, mettendo fine al progetto del precedente vertice aziendale;
" nelle aree di staff pesa lincertezza sul ridimensionamento conseguente alla cessione degli asset esteri annunciati dal nuovo vertice aziendale per ridurre lindebitamento del Gruppo;
" larea dei Servizi registra da tempo un dimagrimento della pianta organica con difficoltà nel presidio delle attività a supporto di tutte le aree di business;
" inoltre, è presente un tema trasversale a tutte le realtà aziendali a causa dello stato di manutenzione delle sedi di lavoro. Al piano di riduzione degli immobili su Roma con difficoltà per la riallocazione del personale, si assiste al piano milionario di ristrutturazione della sede green di Viale Regina Margherita che si contrappone al taglio del budget e delle spese correnti per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle sedi territoriali dislocate su tutto il territorio nazionale.
Più in generale si assiste ad un incremento dellefficienza operativa attraverso la mera riduzione dei costi variabili, ad ulteriori efficientamenti organizzativi, a tagli lineari su trasferte e prestazioni, al differimento della riparazione dei guasti (con possibili impatti sulla qualità del servizio e rilievi da parte di ARERA) per risparmiare sulle prestazioni in straordinario, ad unulteriore spinta verso lesternalizzazione di attività strategiche, a voci sempre più insistente su possibili esuberi di personale in alcune aree, così come su una revisione dellaccordo sullo Smart working.
Lelemento che ha messo ancora di più in fibrillazione tutto il sistema è stata la mancata stabilizzazione di circa 200 somministrati a cui lAzienda aveva ricorso e formato per far fronte alle criticità di organico e alle crescenti attività connesse alla transizione energetica, ricorrendo a distacchi (più o meno forzati) di personale dalle aree del Mercato, Staff e Servizi per sopperire alla loro uscita.
Tutte scelte gestionali che lAzienda ha messo in campo in maniera unilaterale, senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali, determinando uno stato di estrema difficoltà e confusione tra lavoratori e responsabili aziendali, come non si era mai registrata negli ultimi anni.
Operazioni portate avanti solo nella logica di una politica esclusivamente finanziaria, come la vendita di asset fino a ieri ritenuti propedeutici per la crescita a livello globale e di ulteriori tagli ai costi variabili, nonostante una eccellenza operativa che colloca il gruppo Enel al top tra le aziende elettriche europee e non solo.
Alle difficoltà presenti, praticamente in tutte le aree di business perché conseguenza degli stessi indirizzi indicati dal vertice aziendale, si aggiunge anche la ventilata ipotesi di un ridimensionamento del finanziamento destinato al welfare aziendale che avrebbe effetti negativi sui servizi erogati dagli istituti sociali di FISDE ed ARCA.
Una strada sbagliata, esclusivamente orientata ad ulteriori tagli degli investimenti e del costo del personale, invece di creare sviluppo e valore per unAzienda che ha la responsabilità di condurre da protagonista le sfide per la transizione energetica e realizzare gli investimenti su asset strategici per il Paese, previsti anche dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza di cui Enel si è aggiudicata una importante quota di finanziamento.
In questo contesto, anche il consolidato sistema di Relazioni Industriali ha registrato uno stop inatteso, in quanto lattuale vertice aziendale non ha nemmeno sentito lesigenza di spiegare fino in fondo le prospettive industriali e gli obiettivi che intende perseguire.
Un cambio di passo che rischia di relegare in secondo piano laccordo sullo Statuto della Persona di cui lEnel si è fatta vanto in ogni sede, come in occasione della sua presentazione avvenuta in seno agli organismi dellUnione Europea a Bruxelles.
Un documento che contiene una dichiarazione di principio inequivocabile, ovvero quella di affidare alle Relazioni Industriali il compito di governare gli scenari complessi come, ad esempio, la transizione energetica e il rinnovo delle concessioni, con scadenze che sono ormai sempre più ravvicinate, aprendo alla partecipazione dei lavoratori in maniera più moderna e avanzata.
Relazioni Industriali che devono riacquisire un ruolo centrale anche a livello territoriale, ormai relegato ad un ruolo da notaio degli accordi nazionali.
Per quanto riguarda la sicurezza è necessario analizzare i carichi di lavoro attualmente presenti che impattano sui comportamenti e quindi sulla sicurezza del personale, così come è necessario un maggior coinvolgimento in presenza delle figure di RLSA.
Dove sta andando lEnel? Quali obiettivi intende perseguire?
La sua missione è ancora quella industriale e di assicurare un servizio pubblico essenziale affidatale in concessione dallo Stato, oppure meramente finanziaria e di remunerazione dei propri azionisti?
I risultati finanziari dei primi 9 mesi dellanno presentati nei giorni scorsi hanno evidenziato una solida performance operativa, con un aumento della redditività e una crescita del dividendo a favore degli azionisti.
Questa è la dimostrazione che non siamo di fronte ad una Azienda in crisi che deve solo pensare al taglio dei costi e asset da vendere. Lalto indebitamento, conseguenza di scelte espansive troppo spinte fatte in un contesto economico più favorevole dellattuale, non può essere una condizione da scaricare sul personale che, è opportuno sottolineare, si è sempre caratterizzato per il forte senso di appartenenza e responsabilità, valori fondamentali per una Azienda chiamata a svolgere un servizio pubblico essenziale. Enel vive sostanzialmente di costi riconosciuti dalle concessioni che gli sono affidate dallo Stato ed ha un costo del lavoro che è un elemento marginale nei conti di unAzienda elettrica, per cui non è più accettabile assistere alla riduzione di tutto ciò che riguarda il lavoro e i lavoratori.
Il compito di Enel è quello di assicurare un servizio elettrico di qualità in nome e per conto dello Stato, investendo principalmente sugli asset elettrici in Italia, con personale proprio e non continuando ad esternalizzare attività che riduce sempre più il livello di competenze e professionalità costruite e maturate nel tempo, che le imprese esterne non riescono e non possono garantire.
Questa è un una Azienda che non riconosciamo più!
Serve un cambio di paradigma, perché i lavoratori di Enel non sono un costo ma un investimento, tenuto conto anche degli scenari espansivi previsti per il settore elettrico.
FILCTEM, FLAEI e UILTEC esprimono soddisfazione per il risultato ottenuto con lAzienda nella serata di ieri sulla stabilizzazione dei lavoratori somministrati entro il 30 giugno 2024, che rappresenta sicuramente un segnale positivo.
Tuttavia, lattivo unitario da mandato alle Segreterie Nazionali di intraprendere le eventuali azioni a sostegno delle questioni poste a valle dellincontro del prossimo 23 novembre per la presentazione del nuovo piano industriale, che dovrà dare risposte chiare e concrete.