DALLO SCIOPERO IN E-DISTRIBUZIONE ALLE MENZOGNE "DISTRIBUITE". SVELIAMO L'INGANNO "quando un personaggio inventato inventa"

DALLO SCIOPERO IN E-DISTRIBUZIONE ALLE MENZOGNE "DISTRIBUITE". SVELIAMO L'INGANNO "quando un personaggio inventato inventa"

Edmond Dantès, personaggio inventato del romanzo Il Conte di Montecristo, si è scomodato per noi e ha commentato (inventando) limpressionante sciopero di venerdì scorso sul sito Sussidiario.net. Un articolo che i Capi UT, guarda caso, stanno diffondendo tra i sottoposti come se non ci fosse un domani. Il prossimo passaggio sarà un killeraggio scientifico, sempre anonimo, sulle persone? Noi, che anonimi non lo saremo mai, noi che ci mettiamo la faccia, al contrario, raccontiamo i fatti nudi e crudi. E ci firmiamo. Rimane un dubbio irrisolto: chi lo avrà commissionato? Ai posteri lardua sentenza.
Larticolo in questione inventa numeri ad arte per dimostrare il flop dello sciopero e della manifestazione a Piazza Verdi di venerdì scorso. E lo fa in maniera anonima. Già questo basterebbe a capire il senso e la veridicità delloperazione giornalistica.
Ma guardiamo i fatti. Filctem, Flaei e Uiltec hanno proclamato 3 scioperi, rispettivamente di due ore (i primi due) e di 8 ore, quello del 20 giugno. I dati sono incontrovertibili: gli operativi hanno scioperato quasi tutti. E per dimostrare questo, non servono numeri dati a vanvera, perché i lavoratori sanno benissimo che le sedi, nelle ore e nei giorni dello sciopero, erano completamente vuote, salvo piccole eccezioni, come normalmente capita.
Ma non solo i numeri sono enormemente positivi: leccezionalità di quei numeri sta proprio nella stabilità degli stessi.
Gli addetti ai lavori sanno che in caso di scioperi ripetuti a stretto giro, il numero dei partecipanti normalmente cala e questo incredibilmente invece, chi pensa il contrario se ne faccia una ragione, non è accaduto durante i nostri scioperi. Ma cè di più: siccome il terzo sciopero era di 8 ore e, rispetto agli altri due, toccava maggiormente le tasche di chi lo fa, cera da aspettarsi oltre al calo fisiologico, anche qualcosa di più. E anche qui, se ne facciano sempre una ragione, i numeri sono stati praticamente identici! Aggiungiamo, per aiutare il personaggio inventato a capire meglio la situazione, che i responsabili di Enel, a tutti i livelli, hanno fatto pressioni enormi per convincere alcune figure chiave dellorganizzazione, a non scioperare. Addirittura, le hanno convocate a Roma, chiamandole quasi manager (se toglievano il quasi avrebbero dovuto dare loro qualche inquadramento in più e per questo se ne sono guardati bene a chiamarle direttamente manager), spiegando loro che non era il caso di scioperare. Tutta la riunione romana è stata un sottintendere a buon intenditor, poche parole.
Ma veniamo ai numeri della piazza.
Le tre Segreterie Nazionali avevano richiesto lautorizzazione alla Questura di Roma indicando una presenza di circa 300 persone perché non era importante il numero della piazza ma il numero degli scioperanti, tenuto conto che il giorno 20 giugno ci sarebbe stato anche uno sciopero dei trasporti pubblici e quindi larrivo a Roma sarebbe stato estremamente difficoltoso. Anche per via delle altissime temperature, non abbiamo voluto convocare una manifestazione oceanica. Ma & abbiamo sbagliato i conti, perché nonostante tali difficoltà, eravamo precisamente 1000! E noi già lo sapevamo, perché le nostre strutture ci avevano anticipato i numeri e abbiamo avuto conferma precisa dalle magliette che abbiamo distribuito per rendere colorata e animata la manifestazione. Sono arrivati pullman dalla Sicilia, dalla Calabria, dalla Puglia, dal Veneto, dalla Liguria!!! 
Insomma: il personaggio inventato le ha sbagliate proprio tutte. Ma in realtà non si è trattato di un mero sbaglio, perché quellarticolo serviva solo ad altro; a costruire una fake news. In pratica dimostrare ai lavoratori un flop& immaginato o, per dire meglio, desiderato.
Insomma: serve una cura più forte per fiaccare lavversario e lideatore di tutto questo ha pensato bene che tutto ciò potesse funzionare.
Parliamo ora della foto usata nellarticolo: ad arte ne è stata pubblicata una che inquadra si e no 20 persone (venti!!). Siccome le immagini parlano chiaro, quella vera ve la forniamo noi ed è questa qui sotto (peraltro decide di altre persone erano ai lati della Piazza, allombra, visti i 40 gradi della giornata):
Siccome il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, il personaggio inventato e inventore sapeva pure il numero preciso dei sindacalisti; forzando anche la mano ha riportato quelli di tutte le aree del Gruppo Enel e non solo quelli di
e-distribuzione. Un dato certamente pubblico ma che desta qualche leggero sospetto.
Noi che guardiamo la realtà e sappiamo della rabbia che monta nei luoghi di lavoro, non temiamo tali operazioni, anzi, ci rinforzano nel convincimento che stiamo andando dritti alla meta.
Pur guardando tutto ciò con disincanto e anche un po divertiti, ma consci della forza che ci viene dai lavoratori, diciamo ai massimi vertici di ENEL che devono impedire lalterazione della realtà, perché cè anche un dovere morale di verità nel Dna di una azienda così prestigiosa. Ne va del suo (ex?) buon nome, di fronte alla comunità delle altre aziende elettriche e del mondo del lavoro tutto.
RIASSUMENDO, DAI TURNI SULLA PELLE DEI LAVORATORI ALLE BUGIE SULLA PELLE DEI LAVORATORI

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