EDISON: PRESENTAZIONE DEL PIANO INDUSTRIALE

EDISON: PRESENTAZIONE DEL PIANO INDUSTRIALE

Lo scorso 11 ottobre si è tenuto un incontro tra Edison e le Segreterie Nazionali di categoria in merito ad un aggiornamento del piano industriale 2023-2030, con qualche spunto di riflessione anche per ciò che riguarda il decennio successivo. Per il Gruppo Edison erano presenti, oltre lamministratore delegato, il responsabile del personale e i rappresentanti delle relazioni industriali.
La presentazione del piano, per mezzo delle slides che alleghiamo, ha permesso di comprendere gli obiettivi a breve e medio termine (fino al 2030) e quelle che la stessa società ha definito ambizioni a lungo termine (2030  2040). Come tutti i Gruppi del settore si fa riferimento alla cosiddetta transizione energetica e alla conseguente necessità di ridurre CO2 oltre ai consumi, soprattutto attraverso un maggior utilizzo di rinnovabili e garantendo un maggior efficientamento del sistema.
È previsto un importante piano di investimenti che, per la prima fase (da oggi al 2030), ammonta a 10 miliardi di euro distribuiti per la metà su nuovi impianti che producono energia rinnovabile mentre il restante è suddiviso tra efficientamento energetico (2,5 miliardi), nuovi stoccaggi per tramite di nuovi impianti di pompaggio e batterie (1 miliardo) e portafoglio gas flessibile (1,5 miliardi).
È previsto per il 2030 anche un raddoppio dei contratti per la vendita dellenergia (che dovrebbero arrivare a 4 milioni), con un ulteriore crescita fino al 2040.
Lenergia decarbonizzata dovrebbe arrivare al 40% del complessivo nel 2030, per poi raggiungere il 90% nel 2040, mentre per quanto riguarda lo stoccaggio del gas Edison ha comunicato, per lennesima volta, la scelta di cedere tale segmento produttivo.
Gli investimenti sopra richiamati sosterranno anche la crescita occupazionale allinterno del Gruppo.
Lazienda ha comunicato la volontà di assumere circa 2.000 persone, oltre alla sostituzione di quelle che usciranno per pensionamento o altro.
Con riferimento alle azioni previste dal 2030 al 2040, Edison intende sfruttare altre tecnologie per ampliare e modificare il proprio parco produttivo, al servizio della transizione energetica, quali: storage di energia, eolico off-shore, impianti per la cattura di CO2 e nuovo nucleare (SMR).
Per questultima tecnologia si prevede la progettazione e installazione di impianti di dimensioni più ridotte (circa 300 MWe) che insistono su perimetri equivalenti a quelli delle centrali tradizionali e con tempi di costruzione inferiori agli impianti nucleari classici.
È del tutto evidente che il nucleare è soggetto a scelte legislative non stabili nel tempo, rendendo quindi più rischiosa la pianificazione di investimenti ingenti. Resta inoltre aperto il tema del deposito nazionale delle scorie radioattive. Anche in questo caso, sarebbero indispensabili scelte ragionate e utili per il Paese senza condizionamenti ideologici.
Per quanto riguarda i dati economico-finanziari lobiettivo che si pone Edison al 2030 è quello di raddoppiare il valore del ebitda, passando da 1,1 miliardi (anno 2022) a 2,2 miliardi di euro.
Come FLAEI e FEMCA Cisl, riteniamo che i contenuti del piano industriale presentato, soprattutto sotto il profilo degli investimenti ipotizzati e dellimplementazione numerica dellorganico, possano essere valutati positivamente.
Continuiamo a pensare sia un errore strategico cedere l'area di stoccaggio del gas, elemento fondamentale per la transizione energetica, in un momento storico in cui la situazione geopolitica avrebbe bisogno di stabilità anche su questo fronte.
Con riferimento allefficientamento energetico, attività in forte crescita, abbiamo richiesto di valutare lapplicazione del contratto elettrico soprattutto per le attività riconducibili agli investimenti per il PNRR.

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