ENEL DEVE RISPETTARE L'ACCORDO SUL TELELAVORO

ENEL DEVE RISPETTARE L'ACCORDO SUL TELELAVORO

Siamo venuti a sapere che con la retribuzione di settembre i Lavoratori in telelavoro non si sono visti riconoscere quanto gli competeva per il rimborso delle spese di connessione, previste dallaccordo che regolamenta questa modalità lavorativa e tuttora vigente.
Inoltre si registra unimpostazione fortemente ostativa nellaccettazione delle nuove richieste che alcune Lavoratrici e Lavoratori avanzano per poter godere dellistituto del telelavoro.
La posizione aziendale è quella di sostituire progressivamente il telelavoro con lo smart working in quanto più flessibile.
Le segreterie Nazionali di FILCTEM, FLAEI e UILTEC ribadiscono la netta contrarietà a questa impostazione. Il tema era già stato ampiamente discusso, sia in sede aziendale che durante il recente rinnovo del CCNL di settore, CONDIVIDENDO che le due tipologie di lavoro sono, fra esse, ben distinte e non sostitutive luna allaltra.
Oltre a quanto detto, ci pervengono diverse segnalazioni di un approccio molto rigido rispetto alla percentuale di giornate in smart working per quei Lavoratori che, pur operando in funzioni parzialmente remotizzabili, svolgono unattività che lo è totalmente, contrariamente a quanto più volte affermato da Enel in sede di confronto.
Ciò detto vogliamo ricordare a Enel due fondamentali questioni:
- la prima è che gli accordi sindacali vigenti vanno rispettati;
- la seconda è che se vogliamo mettere al centro LA PERSONA (e noi lo vogliamo), è indispensabile avere un approccio gestionale che, fermo restando le necessarie linee di indirizzo, sappia utilizzare unadeguata dose di buon senso nella risoluzione dei problemi.

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