Enel e-distribuzione - Rigirare la frittata e nascondere la realtà dei fatti
Le voci che sono filtrate dalla riunione dei Capi Unità Territoriali convocati a Roma per ricevere le istruzioni operative sul cambio di orario, ci hanno lasciato basiti, ma non del tutto sorpresi. I vertici aziendali hanno continuato nella loro narrazione dei fatti, come in una bolla di sapone dove la realtà si manifesta con i contorni sfocati, immaginifici.
D'altronde non ci eravamo troppo illusi che gli eventi potessero andare diversamente. Il senso critico è mal sopportato in Azienda e chi lo esercita rischia di essere accompagnato elegantemente fuori dalla porta. Per questo siamo del tutto solidali con i Capi delle Unità Territoriali.
Continuiamo a domandarci cosa potrà succedere quando il clima pesante e le tensioni sui posti di lavoro, compreso tutti i problemi organizzativi che si sono palesati nelle 4 Unità Territoriali dove si è svolta la sperimentazione, si estenderanno su tutto il territorio. La sperimentazione doveva servire a verificare limpatto non solo in termini di produttività e qualità del servizio, ma su molti altri aspetti come quelli organizzativi (i Capi Blue Team lo sanno benissimo) e sulla qualità di vita e di lavoro del personale operativo.
La realtà dei fatti racconta tutta unaltra storia, ma per conoscerla è necessario vivere la quotidianità e non osservarla a distanza, basandosi solo su budget e tabelle di dati, specialmente in una Azienda ricchissima che svolge attività regolate e remunerate con le bollette degli italiani.
La cosa più grave che è stata riportata nella riunione è stata laffermazione che il Sindacato sarebbe venuto meno agli accordi. Una falsità che rigettiamo al mittente!
La posizione di Filctem, Flaei e Uiltec è sempre stata trasparente, come si può riscontrare in tutti i comunicati unitari e sostenuta negli incontri svolti in plenaria nel settembre scorso, alla presenza di oltre 500 responsabili sindacali e RSU in videoconferenza, durante i quali sono stati definiti tutta una serie di impegni, non solo sullorario di lavoro (concessioni, piano inserimenti, task force e emergenze rete, percorsi professionali, internalizzazione attività, manutenzione sedi di lavoro, ecc.).
Filctem, Flaei e Uiltec hanno sempre cercato di mantenere aperto un confronto costruttivo per ricercare soluzioni condivise, ma alla fine hanno dovuto prendere atto che il chiodo fisso dellAzienda è sempre stato quello di modificare lorario di lavoro a tutto il personale operativo, senza tenere conto della inutilità dello stesso e degli impatti effettivi.
La sperimentazione ha dimostrato che per come è strutturata la distribuzione questo modello rigido che lAzienda vuole applicare non potrà funzionare e questo noi lo abbiamo sempre coerentemente detto e scritto.
Invece di attaccare il Sindacato (e al tempo stesso i Lavoratori) si dovrebbe pensare a come superare le criticità dellattuale modello organizzativo e prevedere ulteriori inserimenti di personale (operai e tecnici impiegati), per poter mettere a terra gli importanti investimenti previsti con il PNRR e con gli impegni connessi alla proroga delle concessioni.
Siamo convinti che questo nuovo modello di funzionamento basato su orari sfalsati non potrà avere futuro, perché senza la disponibilità dei Lavoratori, ormai al limite da molti anni, non potrà funzionare.
Come potrà funzionare unorganizzazione del lavoro che divide a metà la forza lavoro per avere in cambio una fascia lavorativa più ampia?
Quale sarà limpatto sullorganizzazione del lavoro quando ci saranno le vere emergenze, come durante le ondate di calore estive, sempre più frequenti?
Chi pagherà i danni collaterali per aver minato definitivamente il senso di appartenenza e lo spirito di servizio dei Lavoratori che sono sempre andati oltre i loro compiti per garantire un servizio pubblico essenziale?
Ci sarebbero tante altre domande, di cui purtroppo conosciamo già la risposta.
La vera goccia che però fa traboccare il vaso è stata laffermazione fatta durante la riunione che con questo nuovo orario di lavoro i lavoratori percepiranno le maggiorazioni economiche e avranno molto più tempo libero. Non ci sono parole!
Siamo ad uno snodo storico, ma fino alla fine faremo in modo di impedire questa deriva.
Non saranno solo le lotte che metteremo in campo, sarà il modello stesso della Distribuzione che non sarà in grado di reggere il nuovo modello orario.
LEnel non è questa e, soprattutto, siamo certi che ha ancora dentro di sé gli anticorpi per reagire a questa situazione. Serve solo il coraggio della verità!