ENEL E LA MIOPIA DELLE CHIUSURE COLLETTIVE
L'anno che ci apprestiamo ad affrontare sarà caratterizzato, purtroppo, dal perdurare della pandemia con tutte le difficoltà che essa produce in termini di organizzazione del lavoro.
Lisolamento prodotto dai contagi, mai così diffusi, le quarantene obbligatorie o precauzionali, lassistenza dei familiari risultati positivi, in particolare per i figli minorenni, il perdurare del lavoro da remoto in forma massiva, continueranno a provocare non pochi disagi nella gestione dei tempi di vita e di lavoro.
In questo scenario, che perdura ormai da due anni, le flessibilità introdotte dallaccordo del 24 giugno 2019, resosi necessario per arginare lazione unilaterale compiuta dallazienda negli anni precedenti, che prevedeva la possibilità di accantonare fino a quattro giornate di permesso aggiuntivo, sono di fatto sterilizzate dal perdurare delle attività in smart-working.
Ciò rende inapplicabile la parte più cospicua delle agibilità introdotte dallaccordo che prevede anche la possibilità di tramutare in giornate di permesso le festività coincidenti con la domenica ed estende di due giornate i permessi retribuiti previsti dalla legge 53/2000.
Altro tema che, a nostro avviso, bisognerebbe prendere in considerazione è la riattivazione della raccolta delle ferie solidali in quanto, se la situazione di emergenza proseguirà anche per questanno, il residuo delle giornate raccolte a seguito dellaccordo di marzo 2020 che ci è stato utile a garantire la quarantena dei lavoratori non remotizzabili, andrà inevitabilmente ad esaurirsi.
Ecco perché riteniamo miope la decisione aziendale di voler testardamente imporre le chiusure collettive anche in anni così difficili come se nulla fosse successo.
Riteniamo da sempre, e lo ribadiamo, che il tema della fruizione delle ferie spettanti è un tema che andrebbe affrontato rispettando il contratto di settore, con maggiore responsabilità a tutti i livelli e con la giusta attenzione alle esigenze di tutti e del contesto in cui ci si trova.
Le chiusure collettive, senza se e senza ma, non rappresentano mai una soluzione.
Servono solo ad amareggiare i lavoratori che nel momento del massimo bisogno hanno saputo dare una grande risposta solidaristica proprio sul tema delle ferie.
Loro sì consapevoli del difficile periodo che stiamo attraversando.