ENEL - Piano Industriale 2023-2025
Si è tenuto il 22 dicembre 2022 lincontro tra ENEL e le Segreterie Nazionali di FILCTEM, FLAEI e UILTEC per la presentazione del Piano Industriale 2023-2025. Per ENEL erano presenti i massimi Responsabili aziendali: Nicola Lanzetta (Resp. Enel Italia), Andrea Angelino (Resp. AFC Italia), Luca Solfaroli Camillocci (Resp. EGP & TGX Italia), Vincenzo Ranieri (Resp. Enel Grids Italia), Augusto Raggi (Resp. Enel X Italia), Luca Lucchesi (Enel Mercato Italia), Federico Caleno (Resp. Enel X Way Italia), Alfredo Camponeschi (Resp. Energy Management Italia), oltre ai Responsabili del Personale Ernesto Martinelli (Resp. Relazioni Industriali Global), Francesca Valente (Resp. Personale Enel Italia), Matteo Cesa (Resp. Relazioni Industriali Enel Italia).
LAzienda ha fatto un quadro complessivo della situazione ed in particolare delle difficoltà presenti, a partire dal prezzo dellenergia, dal mix di produzione, dalla dipendenza energetica e dalla complessità del contesto legislativo e normativo.
Una situazione di eventi che lAzienda ha descritto come la tempesta perfetta.
Gli ultimi tre anni sono stati caratterizzati da sconvolgimenti senza precedenti. La pandemia, la guerra in Ucraina e lestrema volatilità dei prezzi del gas hanno mostrato unEuropa molto fragile, con quasi il 70% della dipendenza energetica da combustibili fossili. Un combinato che ha mostrato lanno 2022 come il peggiore degli ultimi decenni.
Per lAzienda questa situazione ha fatto crescere la consapevolezza che è necessario accelerare sulla transizione energetica, lelettrificazione dei consumi, la digitalizzazione dei dati, ecc.
La volontà di Enel è quella di neutralizzare le emissioni entro i prossimi 10 anni e raggiungere lobiettivo zero emissioni di CO2 al 2040.
Sono tre i fattori su cui poggia il piano industriale Enel 2023-2025:
ü accelerazione elettrificazione sostenibile;
ü riposizionamento strategico dei business per aree geografiche, puntando su solo 6 paesi con un piano di dismissioni per circa 21 miliardi di euro, anche a sostegno della riduzione dellindebitamento di Gruppo;
ü crescita economica e finanziaria importante nei prossimi anni a seguito di queste iniziative.
A livello di Gruppo sono previsti investimenti complessivi pari a 37 miliardi di euro entro il 2025, (di cui 21 miliardi provenienti dalla vendita di asset in paesi non più considerati strategici per il Gruppo) in particolare nella generazione rinnovabile e sulla rete elettrica per abilitare lelettrificazione dei consumi.
Per quanto riguarda lItalia è previsto un incremento degli investimenti del 14%, da 15,5 miliardi euro nel periodo 2022/2024 a 17,7 miliardi di euro 2023/2025. Una parte di risorse potranno arrivare dal PNRR con un ulteriore contributo agli investimenti previsti. Complessivamente le società italiane del Gruppo Enel garantiranno nel 2025 il 50 % dellEbitda a livello mondiale, rispetto al 40 % del 2022.
Da parte di FILCTEM, FLAEI e UILTEC è stato ritenuto positivo il confronto con i massimi Responsabili aziendali, pur sottolineando negativamente il mancato coinvolgimento preventivo alla definizione delle linee strategiche aziendali, per una partecipazione concreta e attiva del Sindacato in linea con il protocollo sullo Statuto della Persona.
Nello specifico del piano industriale è stata sviluppata una analisi molto severa sulle scelte che lAzienda intende portare avanti nel prossimo triennio in termini di investimenti, in particolare nellambito della generazione (solo 4 Gw di FER di cui 2 di accumuli) del mercato e della rete elettrica in quanto asset fondamentali per abilitare la transizione energetica. Il crescente peso specifico della Country Italia, in termini di Ebitda di Gruppo, deve restituire alla contrattazione ed ai lavoratori coinvolti segnali concreti in termini professionali ed economici. Soprattutto, è stato ribadito con forza ai massimi vertici aziendali il tema del sottodimensionamento degli organici, presente in tutte le aree di business a causa delle politiche di efficientamento organizzativo portato avanti negli anni.
FILCTEM, FLAEI e UILTEC hanno ribadito la loro contrarietà ad una politica aziendale condizionata da scelte prettamente di natura finanziaria e di remunerazione degli azionisti. Al contrario, sono necessari maggiori investimenti industriali per la crescita aziendale e a sostegno del sistema elettrico del Paese, investendo in maniera fattiva e tangibile anche sul capitale umano, nella crescita professionale ed un piano consistente di assunzioni.