ENEL: SOLO TAGLI E VENDITA DI ASSET OPPURE SVILUPPO E CREAZIONE DI VALORE PER AZIENDA, LAVORATORI E AZIONISTI?

ENEL: SOLO TAGLI E VENDITA DI ASSET OPPURE SVILUPPO E CREAZIONE DI VALORE PER AZIENDA, LAVORATORI E AZIONISTI?

Tagli al 100% su trasferte e straordinari, esuberi in alcune aree (dove sono e perché?), colloqui forzati per passare da unarea ad unaltra senza conoscerne criteri e motivazioni, riduzione dei giorni di Smart Working (voci di corridoio sempre più insistenti), orari sfalsati in e-distribuzione, intere aree con carenze di personale impressionanti, mancata conferma di circa 200 Somministrati necessari allAzienda per le tante attività che deve svolgere, linee elettriche che hanno messo al buio parte del paese e tanto, tanto altro. Dallalto arrivano notizie velate che stanno creando una confusione tra i lavoratori e responsabili aziendali mai registrata negli ultimi anni. La domanda è&
ENEL: SOLO TAGLI E VENDITA DI ASSET OPPURE SVILUPPO E CREAZIONE DI VALORE PER AZIENDA, LAVORATORI E AZIONISTI?
Il sindacato, come sempre, è presente e grazie al grande supporto che stanno ricevendo da lavoratrici e lavoratori in ogni area aziendale, pretende chiarezza, il rispetto dei patti sottoscritti a partire dallo Statuto della Persona e la conoscenza di un Piano Industriale partecipato e condiviso. Per questi motivi ha convocato a Roma, per il giorno 14 novembre p.v., un grande attivo unitario alla presenza di 200 delegate e delegati, provenienti da ogni parte dItalia
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Lo diciamo senza giri di parole: una confusione così in Enel raramente labbiamo vista in questi ultimi anni. Una Azienda che da ultimo facciamo fatica a riconoscere. Dopo anni difficili, parliamo degli anni 2015/2020, culminati con uno sciopero molto partecipato dai lavoratori e dalle lavoratrici di e-distribuzione, attraverso il quale avevamo riaffermato gli orari di lavoro, la necessità di assumere personale e le attività distintive dellazienda segnando un nuovo inizio. Con il cambio dei responsabili dellArea Personale avevamo ripreso un percorso positivo che è successivamente sfociato nella condivisione dellavveniristico Statuto della Persona; un documento talmente moderno che ci è stato chiesto di presentare in più ambiti e addirittura in seno agli Organismi dellunione europea a Bruxelles, davanti al Commissario europeo per loccupazione Nicolas Schmit, Dragos Pislaru, Presidente della Commissione per loccupazione e degli affari sociali del Parlamento europeo ed altri alti rappresentanti del Parlamento europeo.
Un documento che apre alla partecipazione dei lavoratori in maniera più moderna e che contiene, tra le tante cose, una dichiarazione di principio inequivocabile: negli scenari molto complessi che dovranno essere affrontati (due su tutti: transizione energetica e rinnovo delle concessioni con scadenze ormai ravvicinate), azienda e sindacato hanno deciso di affidare alle Relazioni Industriali questo percorso difficile e, purtroppo, anche potenzialmente molto pericoloso.
Sembrava  ma noi ne siamo ancora convinti- - davvero un nuovo inizio e una nuova normalità, dopo anni di frizioni culminate, come detto, con un duro sciopero che nel Settore elettrico rappresenta sempre una eccezione, visto lo scambio alto che storicamente si è sempre registrato tra le Parti.
Poi il cambio di vertice. Il sindacato, responsabilmente, capendo la delicatezza del momento, ha adottato comportamenti conseguenti al momento che si stava vivendo, certi che il nuovo vertice avrebbe confermato quanto di buono fatto nellultimo periodo.
Inspiegabilmente, senza alcuna condivisione, abbiamo cominciato ad assistere a decisioni unilaterali che hanno bloccato lAzienda, a Roma come sul territorio, e che hanno creato fibrillazioni in ogni angolo del sistema. Ma, fatto ancora più inspiegabile, lAzienda non ha mai sentito lesigenza di spiegare fino in fondo ciò che vorrebbe fare e soprattutto la direzione di marcia. Tutto questo ha gettato ogni lavoratore ed ogni responsabile aziendale in uno stato di estrema difficoltà, perché vanno bene alcune limitate razionalizzazioni (ricordando sempre che Enel è una azienda sanissima sotto questo punto di vista ed è anche una eccellenza mondiale), ma pensare esclusivamente ai tagli, senza più capire le prospettive industriali di una azienda che ha la responsabilità in Italia di condurre da protagonista le sfide che la transizione energetica e il PNRR impongono, è davvero troppo.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la mancata conferma di circa 200 Somministrati che sono stati chiamati per risolvere alcuni gravi problemi che si sono presentati nel tempo a causa di scarsi organici in più aree dellAzienda (e-distribuzione, Green Power, Area mercato, ecc.).
Il sindacato ha atteso di capire ma a fronte di uno stallo della situazione ha deciso di esprimersi con la massima chiarezza: questa è una azienda che non riconosciamo più! FILCTEM, FLAEI, UILTEC hanno le idee chiare e sanno che dentro una Azienda che vive sostanzialmente di costi riconosciuti grazie alla Concessione assegnatale dallo Stato (e che ha altissimi ricavi grazie proprio alle attività che le sono state affidate&), non ci si può comportare in questo modo, pensando esclusivamente ai tagli e agli asset da vendere, ma si deve sentire responsabile di avere una visione della transizione da proporre al Governo, una visione fatta, in definitiva, di creazione di valore per i cittadini, lavoratori ed azionisti.
Tocca a noi, allora, rammentare la natura di Enel e lo facciamo ricordando lart. 43 della Costituzione: A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.
Questo è il compito di Enel! Assicurare una qualità alta del servizio elettrico che è chiamata ad organizzare in nome e per conto dello Stato, investendo principalmente in Italia sugli asset elettrici e lo deve fare facendolo con personale proprio e non continuando ad esternalizzare ogni tipo di attività, senza neanche rendersi conto che i costi non diminuiscono e che per questa strada si perdono competenze e qualità che le imprese esterne non riescono e non possono garantire. Per non parlare della sicurezza. Stiamo assistendo a diversi eventi che mostrano plasticamente come questa organizzazione del lavoro fa abbassare il livello di sicurezza, anziché migliorarlo come sempre troviamo scritto in ogni dove.
Lalto indebitamento di questa azienda è dovuto a scelte sbagliate fatte in passato e questi errori non possono essere pagati dai lavoratori che stanno mettendo in campo un senso di responsabilità mai visto prima. Anzi, addirittura si pensa ad abbassare sempre di più il costo del lavoro, costo del lavoro che è elemento quasi marginali nei conti delle aziende elettriche.
Non possiamo assistere allaumento dei dividendi (14 centesimi per azione nel 2015, 40 centesimi nel 2023) e alla riduzione di tutto ciò che riguarda il lavoro (materiali, ecc.) e i lavoratori.
Una parentesi sullo Smart Working: ma è serio pensare ad una sua riduzione quando lAzienda stessa, fino a qualche mese fa si vantava di aver sottoscritto con le OO.SS. uno degli accordi più avanzati nel panorama nazionale ed europeo?
Allattivo unitario del giorno 14 novembre p.v., parleremo di tutto questo e proporremo allAzienda un nostro percorso fatto di senso di responsabilità e di visione lunga. Un percorso fatto di rilancio della visione industriale che Enel deve necessariamente avere, senza pensare a contrarre costi per le attività e per le persone che vi lavorano. LEnel è senza dubbio lazienda più strategica del paese; il management ne prenda atto e torni a concentrarsi sugli errori fatti in passato e a risolverli premiando e non penalizzando i lavoratori e le lavoratrici che lhanno con orgoglio resa grande.
E prima di concludere una richiesta formale: si cominci con la stabilizzazione dei lavoratori somministrati, perché è inconcepibile formare 200 ragazzi in unArea che ha bisogno di nuovo personale come laria che respiriamo e poi mandarli via. Ed è ancora più inconcepibile perché in diverse aree del paese lazienda non riesce a trovare il personale sufficiente per le assunzioni concordate con il sindacato.
Senza questa soluzione, non può esserci dialogo ed in mancanza di dialogo e relazioni industriali di qualità siamo pronti al coinvolgimento dei lavoratori prima con lo stato di agitazione e poi con uno sciopero che segni di nuovo un nuovo inizio.

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