INCONTRO ENEL SU TRANSIZIONE SITI A CARBONE

INCONTRO ENEL SU TRANSIZIONE SITI A CARBONE

Il giorno 8 luglio le Segreterie nazionali di FILCTEM, FLAEI e UILTEC hanno incontrato Enel alla presenza delle strutture regionali di Lazio, Puglia, Veneto e Liguria.
Lincontro aveva lobiettivo di illustrare le diverse iniziative di Enel nei singoli siti interessati dal phase out della produzione elettrica a carbone, iniziative inerenti allo sviluppo di rinnovabili, alla gestione della logistica portuale, allo sviluppo della produzione di idrogeno verde, ai sistemi di accumulo ecc.
Nella breve illustrazione fatta dallAzienda sono state evidenziate, per ogni sito, le iniziative specifiche previste e messe in campo.
Durante la riunione sono stati affrontati due ulteriori argomenti rilevanti.
Enel ha manifestato soddisfazione per la proroga di 4 mesi ottenuta per la presentazione delle autorizzazioni a costruire gli impianti a gas di Spezia e Fusina e spera che laccelerazione delle procedure permetta di rispettare il nuovo termine. Nel contempo, lAzienda non ha confermato la chiusura del ciclo nei nuovi impianti (ovvero la costruzione dei cicli combinati successivamente a quella dei cicli aperti). Per Enel tale operazione è legata alle richieste di mercato e, al momento, non può essere data per definita.
Come OOSS abbiamo criticato tale impostazione. I cicli combinati hanno un impatto ambientale inferiore ai cicli aperti e permettono di gestire gli effetti occupazionali delluscita dal carbone in modo meno traumatico, soprattutto nel campo delle imprese dellindotto. Peraltro, anche le richieste delle istituzioni sono rivolte in tal senso.
Il secondo argomento, anche questo critico, riguarda il ridimensionamento dei progetti a Torre Valdaliga Nord e Brindisi, dove Enel, su richiesta della commissione VIA, si appresta ad accettare il dimezzamento della taglia degli impianti a gas da costruire in sostituzione di quelli a carbone (da 1600 a 800 MW per ciascuno dei due impianti).
Un tale ridimensionamento, a nostro avviso, rende ulteriormente critica la transizione dal carbone a combustibili meno inquinanti, con un ulteriore impatto negativo sulla occupazione negli impianti e soprattutto nei territori interessati. Non comprendiamo come una tale modifica possa passare sotto silenzio e senza una formale garanzia che, comunque, le esigenze del sistema elettrico delle aree interessate siano garantite (Terna cosa dice?).
Per questi motivi chiederemo al MITE la riunione dei tavoli interistituzionali previsti dal PNIEC per il phase out e la transizione energetica. In quella sede tutti i soggetti, ognuno per le proprie responsabilità, potranno contribuire a disegnare il futuro energetico e sociale di quei territori.
In quei tavoli FILCTEM, FLAEI E UILTEC ribadiranno la posizione sostenuta da sempre: la transizione energetica, ed in particolare il phase out, deve essere gestita con lobiettivo di rendere giusta per le persone, per i lavoratori, per i territori e per il Paese questa fondamentale transizione.

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