LA FORZA E LA COMPETENZA DEI LAVORATORI SONO IL VALORE AGGIUNTO DELLE AZIENDE

LA FORZA E LA COMPETENZA DEI LAVORATORI SONO IL VALORE AGGIUNTO DELLE AZIENDE

Spesso per le strategie di rilancio del Settore il management ha fatto ricorso a esperti esterni, ma le risorse sono interne. Loro è dentro casa.

Ci domandiamo quanto e fino a quando servirà ancora stressare gli ambienti di lavoro per raggiungere gli obiettivi finali delle imprese elettriche italiane.
Ci domandiamo se allinfinito potranno ignorarsi gli obblighi e i vincoli a cui si piegano le società di capitali preposte a servizi di pubblica utilità le quali, per un verso, svolgono le funzioni costituzionali della Stato, mentre per legge debbono rispondere solo agli azionisti, spesso quotate in borsa e per questo prigioniere degli umori dei mercati finanziari.
Ce lo domandiamo al pensiero di un Paese, il nostro, costretto a pellegrinare, in giro per il mondo, idrocarburi e materie prime energetiche che permettano di soddisfare la domanda elettrica.
Noi, che osserviamo i loro comportamenti, abbiamo dovuto constatare come la molla che tutto muove è la quotazione del titolo. Pertanto, la dimensione industriale dimpresa e il suo funzionamento restano ai margini, sostituiti spesso da immaginifiche soluzioni e innovazioni che di volta in volta esaltano leffimero, compensate da interventi tampone e da improvvisate misure e tecniche organizzative, dirette sempre a svuotare le imprese del lavoro fisico dei dipendenti: si ritiene che basti controllare landamento della gestione e la spesa per aumentare lefficienza del sistema.
20 anni e oltre in cui lelettricità è stata fornita agli Italiani con criteri e prassi non sempre congeniali ai risultati, ma che in ogni caso hanno dovuto rispondere alle necessità del Paese, ma senza cogliere, va detto, uno solo degli obiettivi fissati dalla liberalizzazione del sistema e dalla privatizzazione delle proprietà.
Sono le strutture fatte di persone che hanno garantito il funzionamento e non perché è arrivata la RESILIENZA, (stabilendo, ad esempio, che un impianto di rete, di norma sostituito dopo 25 anni, possa funzionare per 50 e oltre), e quindi trovando alibi per giustificare i mancati investimenti e circoscrivere lattenzione ai meccanismi di controllo per scongiurare le sanzioni degli organi di vigilanza.
Noi, che viviamo nelle aziende del Settore, immersi in questo stato di incertezze, sappiamo perché il sistema ha retto; ne conosciamo i punti di forza e sappiamo bene chi ha permesso di evitare il peggio.
Lhanno permesso lesperienza e la tenuta dei Lavoratori, portatori delle conoscenze e delle competenze indispensabili al funzionamento del sistema.
Lavoratori e memorie che hanno consentito anche ai consulenti esterni di capire dove essi si trovassero e di avvalersi delle professionalità interne alle imprese per poter agire nei cambiamenti proposti.
E a questi Lavoratori che il Paese deve i risultati, un patrimonio e una cultura costruita in anni di maturazione e di esperienze.
Ignorarlo o sottovalutarlo non è ingiusto, è dannoso; è negare la realtà, negare la necessità di coltivare e valorizzare questo potenziale, assicurandone la continuità, implementandone le esperienze nelle nuove generazioni.
Non basta la resilienza, serve la crescita, lo sviluppo, la formazione/rigenerazione, la presenza e laddestramento di nuove leve. Anzi è giusta e dovuta tanta riconoscenza verso chi, nonostante tutto, ha permesso davvero di conservare le basi professionali che connotano il mestiere.
Anche perché il passaggio del testimone intergenerazionale potrà avvenire solo se cambiano le politiche di reclutamento, se si riconosce il valore dellesperienza e se ne coltiva la crescita in chiave prospettica. Se, in conclusione, prima della solita uscita incentivata, il patrimonio di conoscenze che esce dallimpresa è acquisito da risorse interne in grado di dare continuità e assicurare competenza alle aziende interessate. Nei territori, nei luoghi di lavoro, dove il servizio viene reso.
Un grazie alle Lavoratrici e ai Lavoratori del Settore Elettrico, andrebbe dato nella maniera più tangibile possibile.
Vedremo&

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