MERCATISTI E STATALISTI UNITI CONTRO 9 MILIONI DI FAMIGLIE ITALIANE

MERCATISTI E STATALISTI UNITI CONTRO 9 MILIONI DI FAMIGLIE ITALIANE

La storia è solita rimettere le cose a posto. Dopo oltre 20 anni di mercato libero e di bollette elettriche tutelate si dimostra come il cittadino che non si è avventurato nel cambio del fornitore abbia risparmiato mediamente tra il 18,3% e il 24% rispetto ai prezzi di mercato. Soltanto chi, durante le turbolenze attraversate dai rincari del gas legati alla guerra Russo-Ucraina, disponeva di un contratto biennale a tariffa fissa, ha realmente tratto vantaggi limitatamente a quel periodo. Si sa, i fatti convincono più delle parole, che restano in gola quando si esprimono preoccupazioni per la decisione del Governo di imporre dirigisticamente, a decorrere dal prossimo aprile, il passaggio al mercato libero di quasi nove milioni di famiglie italiane.
Noi domandiamo provocatoriamente, perché le preoccupazioni di questi giorni se il mercato procurerebbe soltanto vantaggi? Perché se, addirittura, si è liberalizzato lintero sistema asserendo che lo scopo era proprio abbassare le tariffe?
No, purtroppo, nei 23 anni trascorsi dal decreto Bersani, gli italiani sono rimasti nel mercato tutelato perché, come abbiamo visto, era vantaggioso restare. Quando lhanno abbandonato è perché convinti di trarne utilità, o perché raggirati da telefonate ingannevoli. Daltronde non sono le bollette elettriche difficili da comprendere, ma le modalità di formazione dei prezzi che rendono impossibile orientarsi nella comprensione delle convenienze.
Fu questo il motivo per il quale, anche noi, sostenemmo la costituzione di un soggetto, lAcquirente Unico, che, comperando lenergia in grandi quantitativi sullo stesso mercato di ogni altro venditore, fungesse da calmieratore del mercato e da protettore di quanti faticavano a scegliere. Ed abbiamo avuto ragione, guardando ai risultati. Per impedirlo, i mercatisti dapprima hanno fissato la regola che rende quasi impossibile il rientro nel tutelato a quanti si fossero resi conto di aver sbagliato scelta. Poi, constatato il fallimento del progetto di liberalizzazione che ha soltanto aumentato i costi strutturali e di funzionamento di un sistema reso farraginoso e complesso, si è pensato di usare lintervento diretto dello Stato con rigide imposizioni ai cittadini, usando dirigismo attraverso la formula delle tutele graduali. Un sistema che ha il solo scopo di eliminare autoritativamente la funzione calmieratrice dellAcquirente Unico.
Si dirà che comunque sono fatte salve le tutele degli utenti vulnerabili, seppure individuati con criteri opinabili, ma ciò conferma, clamorosamente quanto tragicamente, come si abbia piena consapevolezza che il mercato offre condizioni più gravose e che quindi appesantirà, in questo difficile momento, le bollette di coloro che subiranno le scelte in corso. Insomma, si va avanti sapendo di creare, senza necessità di Stato, danni al cittadino.
La politica energetica è un fatto nazionale, perché diverse sono le storie e le condizioni di dipendenza dei rispettivi sistemi europei, ma se poi si fissano e si impongono per legge regole uguali è evidente che salta il principio di eguaglianza effettiva e di accettabilità delle scelte.
È penoso assistere al dibattito politico di questi giorni: tutti sanno che le bollette ne risentiranno negativamente, e per questo nessuno sembra essere più sostenitore delle bontà del mercato. E così, le responsabilità di quanto sta capitando per ognuno dipendono da altri. Ma tutti, tutti, sanno che il prezzo di questa ipocrisia ricadrà sulla povera gente. Per Legge.

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