MERCATO SI, MERCATO NO. I LAVORATORI E I CITTADINI NON SONO MERCE DA VENDERE O DA SVENDERE.
Efficientare i processi Lavorativi per far diminuire le bollette è falso e dannoso. Le Aziende si difendono se difendono i Lavoratori e li coinvolgono nelle scelte strategiche.
Non ci sono date magiche nemmeno per le aperture dei Mercati della vendita di energia elettrica.
In decenni i prezzi non sono calati, anzi!
Sono i Lavoratori con la loro professionalità a costruire limmagine dellAzienda e la fiducia del Cliente.
Sono i Lavoratori che fanno il mercato, con il loro impegno, con la loro professionalità, competenza e conoscenza sul campo.
Dagli inizi degli anni Duemila il mercato della vendita di energia elettrica è aperto.
Da allora ad oggi metà dei clienti è passato dal vincolato al libero; gli altri sono rimasti dove erano.
Hanno solo proliferato agenti e call center che inseguono (perseguitano) le persone con offerte strabilianti e fantasmagoriche. Ma spesso dopo pochi mesi il cliente torna indietro, al vecchio venditore sul servizio di maggior tutela. Come mai?
Come mai milioni di famiglie NON VOGLIONO cambiare fornitore (venditore di energia)? Qualcuno si fa questa domanda?
Ormai sembra affermarsi il principio che il cliente deve essere messo allasta, come una merce qualsiasi in un mercato mattutino.
Qualcuno si chiede perché milioni di Clienti preferiscono mantenere la fornitura con lAzienda che hanno sempre conosciuto, che sanno come contattare quando hanno dei problemi, che è presente fisicamente nel loro territorio, che ha un nome che conoscono da sempre (magari cambiato leggermente per rispettare una assurda legge).
Soprattutto qualcuno si domanda se il lavoro di migliaia di persone (ad uno sportello, ad un telefono, oggi nei nuovi canali digitali di vendita) sia il vero valore aggiunto per i clienti?
Questa rincorsa a liberalizzare per legge (o tramite le azioni delle Autority preposte) ha provocato solo danni.
Oltre 700 aziende, la maggior parte sconosciute e prive di ogni garanzia di qualità per il Cliente. Guarda caso la maggior parte nemmeno sanno che ci sarebbe un contratto elettrico da applicare ai Lavoratori che impiegano.
Ancora non esiste nemmeno un elenco dei venditori, nonostante la legge lo preveda da anni!
Il Governo e il Parlamento devono capire che non si può introdurre un mercato totalmente libero in un settore tanto delicato. Altri Paesi hanno correttamente scelto di mantenere un controllo sui prezzi e sulla qualità del servizio elettrico. Altrimenti, ancora una volta, pagheranno gli Utenti (chiamiamoli con il vero nome) e i Lavoratori.
Le Aziende devono riconoscere davvero il grande valore che esprimono le Persone che lavorano nel Mercato Elettrico e difenderne le professionalità perché così facendo difendono le stesse Aziende.
Si deve smettere di pensare che comprimendo il costo del lavoro, chiudendo sedi, efficientando allo stremo i processi lavorativi si possa abbassare la bolletta e migliorare la qualità. La storia ha dimostrato che questo è falso e dannoso.
Tutti i Lavoratori e le Lavoratrici che operano nel Mercato Elettrico devono veder applicato il contratto elettrico. Oggi non ci sono più scuse, nemmeno di costo! Con la nuova area specifica call center e sportelli terziarizzati devono rientrare correttamente nel perimetro elettrico.
E infine la Contrattazione di Settore e aziendale deve costruire le tutele per Lavoratrici e Lavoratori del Mercato. Per difenderne il lavoro, valorizzarne le professionalità, rilanciare un comparto che è la vera vetrina delle Aziende Elettriche Italiane.
La FLAEI chiede che si cambi registro. Che si faccia punto e accapo rispetto a una liberalizzazione che ha evidenziato ormai tutti i suoi limiti e le sue derive ideologiche. Parafrasando Henry Ford, il vero progresso è quando i benefici sono per tutti. E non per pochi. Il futuro delle aziende sarà solo se daranno futuro ai Lavoratori.
Lavoratori protagonisti e compartecipi delle scelte strategiche fondamentali per il Paese.