OBIETTIVO 2030 - GESTIONE UNITARIA DELLA RETE E VERA PARTECIPAZIONE

OBIETTIVO 2030 - GESTIONE UNITARIA DELLA RETE E VERA PARTECIPAZIONE

Dalla nazionalizzazione alla frammentazione: bisogna cambiare passo. Il nostro ruolo ieri, oggi e domani.

La nazionalizzazione del sistema elettrico nacque per un obiettivo: fare in modo che la rete elettrica potesse raggiungere tutti i cittadini. E così linvestimento pubblico si sostituì a quello privato. Era il 1962.
Il Decreto Bersani, nel 1999, cambiò orientamento fissando le nuove regole del sistema: entro il 31 dicembre 2030 la scadenza delle concessioni della rete di distribuzione; la definizione di un regolamento per le nuove concessioni; i criteri di regolazione e le condizioni delle stesse; un compito assegnato al governo. E infine, il frazionamento della rete di distribuzione stabilendo che ogni singola concessione non avrebbe potuto servire più di ¼ di tutti i clienti finali. Indicazione mai percorsa, perché porterebbe allo smembramento di e-distribuzione.
La FLAEI si è sempre battuta contro quel Decreto e quellidea di liberalizzazione. Ed è orgogliosa di questa sua battaglia, visto che i fatti ci hanno dato ragione, dimostrando linadeguatezza di una parte significativa del progetto.
OGGI
Ora e in futuro la rete di distribuzione elettrica ha il compito cruciale di assicurare le condizioni per far evolvere il sistema elettrico italiano in funzione degli ambiziosi obiettivi energetico/ambientali che il Paese si è dato sulla spinta della regolamentazione europea.
Da tempo la FLAEI sostiene che la rete di distribuzione elettrica è il cuore pulsante, il sistema nervoso e lelemento strategico del sistema elettrico italiano.
Da asset passivo si sta trasformando in una rete attiva intelligente e sempre più digitalizzata, pronta a recepire il costante aumento della generazione distribuita. Sarà una rete dove si scambieranno dati e informazioni, dove si attesterà la produzione rinnovabile, le comunità energetiche e gli accumuli (batterie etc). Ed è per questo che crescono le imprese pronte a vendere le attività di produzione per concentrarsi sul futuro vero business delle reti e delle nuove funzioni da esse sviluppate.
Ecco perché la FLAEI chiede al Governo se sia corretto che le imprese preposte ad un servizio essenziale per il Paese come quello della conduzione della rete di distribuzione elettrica, si concentrino in via prioritaria sull opportunità di lucrare economicamente e di concretizzare facili guadagni per remunerare gli azionisti.
Noi non siamo contro i dividendi (chi investe deve guadagnare il giusto), siamo però contro le esagerazioni e le speculazioni agite su un business regolato, a servizio del Paese: la rete di distribuzione assicura alle aziende elettriche un margine operativo rilevante, stabile e garantito nel tempo, giacché sviluppa unattività in condizioni di monopolio regolato.
Il tasso di remunerazione stabilito dal Regolatore nel triennio 2019  2020 è del 5,9%, che realizza un valore di 25 MD di euro. Nelle imprese italiane contribuisce in modo importante alla formazione della redditività dimpresa: e-Distribuzione 22%; ACEA 30,7%; A2A 11,4%; IREN 7,6%.
Si dirà che anche gli investimenti sono lievitati: dai circa 1,4 MD del 2016 si è passati ai circa 2 MD del 2019 (e-distribuzione 1,6 MD dei quali 32% per linstallazione contatore elettronico). Il problema è se gli investimenti sono quelli attesi, in linea con le esigenze di sviluppo del sistema legate al PNIEC e al PNRR (i piani ambientali e di rilancio economico del Paese).
Secondo la FLAEI il sistema ha bisogno di ben altro e su questo piano il paradosso è confermato dal peggioramento costante della qualità del servizio.
Lo evidenziano i dati dellAutorità di Settore (ARERA):
" dal 2017 un costante peggioramento delle interruzioni (senza preavviso di responsabilità delle imprese);
" un peggioramento in termini di numero e di durata delle interruzioni per utenti in BT. Al Sud sono circa il triplo rispetto al Nord Italia; le aree peggio servite sono Puglia e Sicilia.
DOMANI
Serve una svolta di qualità negli investimenti che potrà richiedere un aumento rilevante della liquidità.
Dopo la pandemia è evidente che per queste imprese (soprattutto le più grandi) non è più tempo di fare cassa, ma di impegnarsi rigorosamente per la ripresa del Paese con importanti investimenti sia economici che occupazionali.
E serve un Governo che pensi alla scadenza delle concessioni del 2030, assicurando per tempo unorganizzazione del settore opportunamente definita e affidabile con e per tutti gli attori.
Sia chiaro fin dora: La FLAEI si opporrà con tutte le sue forze ad uneventuale ulteriore frammentazione della rete di distribuzione elettrica, che produrrebbe diseconomie, danni erariali, disfunzioni e inefficienze. Siamo per una gestione unitaria della rete elettrica; se serve anche attraverso una società delle reti partecipata dagli attuali distributori senza escludere la presenza di un organismo istituzionale (es. Cassa Depositi e Prestiti).
Dentro non dovrebbe mancare neppure una rappresentanza dei Lavoratori, concreta anima vitale di ogni Azienda di servizio pubblico.
La FLAEI farà sentire forte la propria voce, perché il nostro Settore non può essere ispirato esclusivamente da logiche finanziarie.

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