Sciopero e-distribuzione: Alla ricerca della Verita' sul 20 giugno 2025
Enel fa girare tra i lavoratori cosa mai fatta in precedenza - un articolo di due testate giornalistiche online per autoconvincersi del flop dello sciopero del 20 giugno scorso. Ma contro i fatti concreti, cè poco da dimostrare: lautogol dellEnel!
Qualche distratto, riflettendo sullo sciopero del 20 giugno scorso, potrebbe domandarsi: dove sta la verità? È quella che raccontano alcune testate online, oppure ha ragione il sindacato? Ci si deve accontentare, superficialmente e con ironia, dei numeri che dà il sindacato o di quelli che dà la questura?
Lasciamo spazio ai fatti, rimandando anche al nostro precedente comunicato, dove abbiamo già svolto considerazioni molto concrete e verificabili.
Non vi è alcun dubbio che lo sciopero di venerdì scorso, numeri e immagini alla mano, sia stato un successo di enorme portata.
I numeri li abbiamo dati, così come le considerazioni che dimostrano che lo sciopero è stato un successo oltre le attese. Anche le immagini e i video li hanno visti tutti (il Sussidiario.net ha messo una foto con 10 persone circa, forse illudendosi che nelle scrivanie del Governo arrivassero solo quelle immagini) e le immagini raccontano una piazza popolata e forte delle proprie ragioni.
Qualcuno potrebbe dire: anche il Sindacato può raccontare una realtà di parte. Verissimo e proprio per questo noi ci sottoponiamo alla prova della verità, come già fatto con il nostro precedente comunicato già citato, raccontando cosa concretamente sta accadendo sui posti di lavoro.
Il Sindacato sta dicendo da qualche anno che lorario di lavoro non risolve i problemi di produttività. È vero? Non è vero? Intanto diciamo che tutte le sperimentazioni fatte in passato hanno fallito ed è stata lAzienda stessa a voler tornare indietro.
Ma veniamo ad oggi: solo con il blocco dello straordinario programmato, lAzienda è andata oggettivamente in crisi, perché manca il personale; questa realtà è sotto gli occhi di tutti ed è difficile da smentire. Aggiungiamo un altro fatto concreto: senza le lotte precedenti e senza la grande spinta del Sindacato, le assunzioni nei reparti operativi sarebbero state molte ma molte meno. Se avessimo lasciato fare allAzienda, oggi ci troveremmo con organici talmente risibili da sfiorare il collasso organizzativo (ma visti i ritardi delle pratiche commerciali, forse ci siamo già dentro&).
Stiamo sempre ai fatti, perché contro i fatti concreti, cè poco da discutere: in queste settimane lAzienda è stata costretta ad emette ordini di servizio a ripetizione, costringendo centinaia e centinaia di persone ad eseguire ordini tassativi. Aggiungiamo dellaltro: in condizioni climatiche normali, luso delle Task Force da inviare nelle varie regioni, sta aumentando considerevolmente. Siamo arrivati al capolavoro organizzativo di riuscire a mandare personale in altre regioni, scoprendo però le regioni di partenza e in queste ultime, successivamente, vi è stato il bisogno di mandare personale di altre regioni. No, non abbiamo scritto in maniera confusa, è accaduto proprio questo.
Perché abbiamo parlato di autogol? Perché i capi Unità Territoriali e altri, chiamati a diffondere tra il Personale gli articoli farlocchi, sapevano che i reparti operativi erano completamente sguarniti. Così come i Lavoratori, sapendo della riuscita dello sciopero, hanno aumentato la rabbia verso una Azienda che palesemente omette di dire la verità.
Una bugia, per funzionare, deve essere almeno verosimile. Ma in questo momento in Enel la confusione regna sovrana e hanno dimenticato anche lantico e popolare detto che dice che& le bugie hanno le gambe corte.
Enel ha sbagliato ad incaponirsi in questa crociata: sfidando i lavoratori ha messo in mostra linsufficienza della propria organizzazione. E questo non è solo un autogol, è un errore molto ma molto più grande sul piano strategico.
Siccome al momento non siamo stati chiamati dallAzienda, nei prossimi giorni comunicheremo ai lavoratori le ulteriori iniziative sindacali. E non saranno né poche né poco originali. Nel frattempo, loro potranno solo fare ordini di servizio e ogni ordine di servizio sarà un punto a favore della vertenza.
Ai Capi Unità Territoriali consigliamo, ancora una volta, cautela. Non ce labbiamo con loro, ma con chi sta più in alto. Non si maltrattano coloro che tengono in vita lAzienda. E non lo si fa anche per un fatto etico personale: quando ci si specchia la mattina, ci si deve poter riconoscere.
Quando questa storia finirà, solo quelli che avranno tenuto comportamenti consoni potranno continuare a lavorare a testa alta, gli altri no! E i lavoratori si ricorderanno di tutto. Nel frattempo, forti dei risultati dello sciopero e con il sorriso sulla bocca vi diciamo: ci vediamo al prossimo flop.