Sistema elettrico nazionale. Emergenza blackout.. BUIO .... NONOSTANTE IL SOLE ACCECANTE.
L'estate e il caldo torrido hanno confermato i problemi strutturali della rete. Il sudore dei Lavoratori non può bastare ad arginare scelte e strategie sbagliate.
Dal Nord al Sud dellItalia si susseguono a ritmo crescente i blackout provocati (sembra) dai forti consumi di energia elettrica, dovuti al caldo torrido. Nelle città, come nelle zone meno abitate, lenergia manca improvvisamente, proprio nel momento in cui sarebbe più necessaria. Un danno pesante per tutti i cittadini, soprattutto per le persone fragili o anziane.
La cronaca di questi ultimi giorni ci dice che anche negli ospedali si verificano blackout di ore.
Insomma, una stagione calda e certamente eccezionale, che mette in evidenza, se ancora ce ne fosse bisogno, la carenza strutturale del sistema elettrico nazionale.
La verità è che le reti non sono in grado di sostenere tale aumento dei consumi e le aziende di distribuzione non sono in grado di ripristinare rapidamente il servizio, perché negli anni di efficientamenti continui, hanno ridotto colpevolmente il numero di addetti e gli stessi investimenti per il potenziamento delle linee, affidandosi spesso alla sola automazione per rispettare gli obblighi di qualità e nel segno di esternalizzazioni massicce.
Ma per un cliente o come sarebbe meglio dire, per un utente di un servizio pubblico, è sufficiente ricevere un indennizzo quando viene a mancare lenergia elettrica? Si può monetizzare il disagio, il rischio per la propria incolumità?
Noi della FLAEI-CISL lo diciamo da anni: non si possono assolvere gli obblighi derivanti da una concessione (quella della distribuzione di energia elettrica), senza investire sulle reti in maniera adeguata (e non rappezzarle), senza assumere il personale tecnico specializzato che garantisca sul territorio la pronta disponibilità a soccorrere (sì, usiamo questo termine), le comunità nei momenti di difficoltà.
Tutto si scarica sui Lavoratori e le Lavoratrici, che proprio in questi giorni sono chiamati ad un impegno eccezionale; di giorno (con oltre 40 gradi) e di notte (con temperature comunque alte) per dare sollievo a chi chiede, semplicemente, di beneficiare di un servizio universale. A questi Lavoratori e Lavoratrici, che compensano le carenze delle Aziende, va il GRAZIE della FLAEI; senza di loro ben altre sarebbero le conseguenze per il Paese.
Una situazione drammatica che mette in luce un altro grande problema. Se unondata di caldo torrido (ma può essere pure un periodo di freddo intenso), mette in ginocchio le reti elettriche, come sarà possibile domani alimentare le migliaia di colonnine di ricarica per le auto che dovrebbero sorgere come funghi dappertutto? Se già oggi siamo in questa situazione, è evidente che quegli obiettivi che tanto sono decantati nei piani di transizione energetica (Fit for 55, RepowerEU, etc.), non potranno essere raggiunti in alcun modo.
Ormai non ci sono più dubbi. Come la FLAEI-Cisl sostiene da anni, servono investimenti straordinari nelle reti e serve il personale per poter assicurare che vadano a buon fine. Le Imprese Elettriche devono definitivamente rinunciare ad un efficientamento senza fine, ridurre i costi, esternalizzare esponendosi a gravi problemi futuri, garantire profitti lauti alla proprietà, producendo ricavi che quasi sempre derivano, guarda caso, dalle attività in concessione.
Devono invece, finalmente, assumersi la responsabilità di onorare e rispettare le Concessioni che la politica e quindi la collettività - ha loro affidato, senza se e senza ma.
E, su questo, la FLAEI non darà tregua.