SORGENIA: SERVE UNA VERA SVOLTA!
Nei giorni scorsi Sorgenia ha informato i propri dipendenti, attraverso un comunicato, che chiuderà lazienda 17 giorni nellanno 2024 (oltre ad altri 2, che cadranno nella prima settimana del 2025), dopo i 4 già richiesti per la prima settimana dellanno. Tutti da caricare a sistema entro il 29 febbraio prossimo.
Abbiamo manifestato la nostra contrarietà direttamente alla Società che ci ha risposto che si tratta di unincomprensione. In sostanza, abbiamo capito male. Nessun Lavoratore sarà obbligato a chiedere ferie nei giorni indicati come chiusure. Vedremo se non ci sarà il responsabile di turno che inviterà gentilmente il collega a prendersi le giornate di ferie proprio in quelle giornate.
Si tratta dellennesima iniziativa unilaterale intrapresa dallazienda, incurante del fatto che, suo malgrado, esiste un Sindacato, esistono regole, esiste un contratto.
Un contratto di cui è firmataria e che, al netto di quanto già previsto (e sarebbe sufficiente per richiedere Relazioni Sindacali di alto profilo), nellultimo rinnovo ha aggiunto un protocollo condiviso e denominato Carta dei Valori della Persona nelle Imprese del Settore Elettrico.
Unintesa che prevede forme partecipative nel rapporto tra aziende e Sindacato e tutela della persona (si va oltre il concetto di Lavoratore) in tutte le sue forme. Insomma, relazioni di altissima qualità. La domanda si pone! Sorgenia si attiene a quanto sottoscritto? NO, anzi disattende ogni principio condiviso e le stesse Relazioni Sindacali sono ai minimi termini.
Le OO.SS. sono interpellate solo per garantirsi una firma indispensabile sulla formazione finanziata o, al più, per sottoscrivere il premio di risultato.
Ticket, percorsi di carriera, trattamenti in caso di trasferte, ecc. sono scelte unilaterali, in perfetta antitesi con quanto avviene in tutte le aziende del Settore Elettrico.
Non basta nemmeno dichiarare di essere azienda che favorisce il corretto equilibrio tra vita professionale e personale se non si mettono in campo atti concreti (vedi scelte sulle ferie obbligatorie o politiche sullo smart working).
Abbiamo incontrato nei mesi scorsi il nuovo Amministratore Delegato al quale abbiamo rappresentato il nostro punto di vista ma, al momento, non è arrivato alcun segnale concreto di discontinuità rispetto al passato.
Così non va, e lazienda non può giustificare questo comportamento con il basso tasso di sindacalizzazione, anche se questo aspetto certamente non favorisce lazione sindacale. I Lavoratori devono porre la giusta attenzione a questa questione: un Sindacato forte rende forti i Lavoratori!
Basta osservare quanto sta succedendo in Enel dove, grazie a unimportante sindacalizzazione, è possibile contrastare, attraverso una pluralità diniziative, progetti aziendali tesi a esternalizzare attività di core business.
Allazienda confermiamo la nostra volontà di aprire un percorso serio, come avviene negli altri gruppi del Settore, per confrontarci sui temi di merito che non possono essere frutto di mere volontà aziendali ma il risultato di accordi sindacali.
Non si può chiamare il Sindacato solo al bisogno.
Non può più funzionare così!