TU CHE SEI UN GIOVANE LAVORATORE

TU CHE SEI UN GIOVANE LAVORATORE

Non so quanto conosci veramente la funzione e il ruolo del Sindacato nelle aziende e nella società.
Sono molte le etichette, i luoghi comuni che sono stati affibbiati alla rappresentanza libera che i Lavoratori si sono dati nel tempo.
Pregiudizi duri a morire.
Al punto che molti lo considerano unentità distinta e distante dalla realtà del lavoro, una specie di soggetto burocratico che vive di poltrone e privilegi, cancellando così una storia gloriosa, piena di conquiste, svuotando di fatto il ruolo e la funzione vitale che ha sempre avuto e che ha questo importante soggetto sociale. Altri, addirittura, lo accusano di non farsi carico dei problemi dei giovani.
Proprio quei giovani che andranno incontro ai cambiamenti più radicali, a partire dal rapporto nellazienda in cui sono occupati.
Chi, infatti, ha trenta anni di permanenza in una stessa azienda elettrica, può sperare ancora di andare in pensione senza dover trovare una nuova occupazione. Ma già chi ha ventanni di permanenza non ha più questa certezza. Per non parlare poi, di chi ha 10 anni di servizio. Figurarsi chi fa il suo ingresso ora nel mondo del lavoro. Molto probabilmente dovrà trovarsi altri impieghi e magari cambiare più volte.
Una cosa è certa e va affermata chiaramente: questo percorso, estremamente complesso e faticoso, non si può fare da soli.
Affrontare in solitudine scenari di crisi, di profonda trasformazione, come quelli in atto, in assenza di regole, esporrà sempre di più il Lavoratore alle insidie, alle azioni discriminatorie, alla mancanza crescente di diritti garantiti.
Sai bene, caro Lavoratore, che la concorrenza, talora falsa, applicata anche al sistema elettrico, porta le imprese ad agire sui costi comprimibili delle aziende, primi fra tutti quelli del personale, con la riduzione infinita degli organici; sai che presto il rinnovo delle concessioni nella produzione elettrica come nella rete potrebbe sconvolgere gli assetti futuri delle aziende. Ma avrai potuto vedere come la lotta unita dei Lavoratori abbia scongiurato la devastazione delle competenze e dellorganizzazione del lavoro che avrebbe causato lapplicazione dellart.177 della legge sugli appalti.
Ecco, il Sindacato è linsieme di quei Lavoratori che - uniti - hanno potuto raggiungere meglio e con maggiore efficacia ciò che ciascuno di noi avrebbe voluto fare da solo.
Soltanto la partecipazione, lazione forte e coraggiosa, possono portare al cambiamento e al miglioramento delle condizioni personali di lavoro.
Ricorda, il tuo percorso lavorativo non è separato, né separabile dalla situazione generale in cui versano lItalia e la nostra economia.
Hai mai pensato a quanta storia, a quante lotte, a quanto impegno e quanti sacrifici ci sono stati dietro la difesa di quel contratto che regola il tuo rapporto di lavoro e che magari tu dai per scontato? Quel contratto cè, esiste, perché altri Lavoratori hanno capito che più siamo più è possibile affermare diritti di tutti e dei singoli.
Impegnarsi per farlo è dare forza alla causa, disimpegnarsi e non aderire significa fare danno a sé stessi. Insieme, le insidie e i pericoli possono diventare opportunità se comprendiamo e presidiamo i cambiamenti. Non esserci significa consegnarsi al destino, alle idee e ai propositi di chi ha interessi diversi dai tuoi.
Ladesione al Sindacato è libera.
Nel Sindacato si entra e si esce per scelta. Il Sindacato è unassociazione costruita, come una casa, sulle volontà degli aderenti, che discutono e vivono di regole democratiche, per legge.
Il Sindacato vive di autonomia e di autogestione, autofinanziato con i contributi degli associati, autonomo in ogni sua decisione.
E, come in una famiglia, ha bisogno dellenergia e del contributo dei giovani. Un sindacato dinamico pronto ad accogliere la novità, nel solco di una grande tradizione.
Un saluto, ti aspettiamo.

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