Vertenza ENEL - ENEL: NON È QUESTIONE ECONOMICA MA ETICA

Vertenza ENEL - ENEL: NON È QUESTIONE ECONOMICA MA ETICA

Bilancio Enel più che positivo. I vertici del colosso elettrico prevedono di chiudere lesercizio in corso con un margine operativo lordo compreso tra i 22,1 e i 22,8 miliardi di euro, mentre lutile netto ordinario dovrebbe collocarsi tra i 6,6 e i 6,8 miliardi di euro. Il dividendo 2025 (relativo allesercizio 2024) è previsto come minimo a 0,43 euro.
Sale la rabbia di Lavoratrici e Lavoratori a cui stanno stravolgendo la vita.
Lo diciamo senza tema di smentita: unENEL così non se laspettava nessuno. Non i Lavoratori, non il Sindacato, non tutte le altre Aziende elettriche che stanno a guardare una vertenza che potrebbe INFUOCARE tutto il Settore al prossimo rinnovo contrattuale.
La domanda che poniamo è secca: Che senso ha navigare in una ricchezza sconfinata per tutti e contemporaneamente rovinare la vita a migliaia di famiglie? Come è possibile che i vertici aziendali (già tre anni fa ci avevano provato), abbiano potuto partorire una idea che tocca pesantemente le tasche di coloro che sono il cuore pulsante di questa Azienda? E come mai nessuno, tra i vertici aziendali, si è opposto alla riduzione del lavoro agile, che è il fiore allocchiello di tutte le grandi Aziende che vogliono attrarre talenti. E da ultimo: Che senso hanno avuto tutti quei tagli a straordinari, trasferte, ecc., se questi incidono in maniera molto marginale sui costi generali? Di contro sono stati assunti molti dirigenti, taluni dei quali con stipendi molti alti e altri ne arriveranno. Non è corretto che una casta diventi sempre più casta, mentre tutti gli altri debbono vivere economicamente e socialmente in maniera peggiorativa. Ecco perché tutta questa storia va letta sul piano etico.
Quello che vorrebbe fare Enel non è contrattualmente impossibile, è umanamente impossibile!
Ma tutto avrà una sua giustizia perché: Ciò che facciamo in vita riecheggia nelleternità dice la frase di un famoso film e, quindi, mentre un Adriano Olivetti verrà ricordato per sempre per aver avuto una morale di un certo tipo a favore dei propri dipendenti ("La fabbrica non può guardare solo all'indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l'uomo, non l'uomo per la fabbrica"), alcuni dei nostri Manager saranno ricordati per ciò che stanno facendo ora, portando al collasso organizzativo la migliore Azienda italiana, insieme a poche altre. E sarà disonorevole per loro tornare tra i Lavoratori, anche per una semplice riunione di lavoro: tutti ricorderanno tutto&
Ma non è solo la storia che giudicherà quanto sta accadendo (e che comunque il Sindacato, forte della spinta della quasi totalità di Lavoratrici e Lavoratori, non farà accadere) è anche il presente che si sta incaricando di dire dove sta la ragione. Lo scollamento tra linee operative sul territorio e responsabili nazionali è totale. E questo vale anche per ciò che riguarda lArea del Personale tra centro e territorio: molti Capi territoriali arrancano senza poter dire nulla di convincente nelle inutili riunioni con Lavoratrici e Lavoratori. E qui dobbiamo fare i complimenti a tutti i dipendenti di Enel che, con grande coraggio, stanno mettendo in campo, durante quelle riunioni, atteggiamenti molto coraggiosi.
La situazione è davvero pesante, è epocale e drammatica. Per ricucirla, ammesso che la vertenza trovasse uno sbocco positivo, ci vorrà del tempo, molto tempo e forse ci vorrà anche dellaltro.
Perché siamo sicuri di quanto affermiamo? Perché stiamo ascoltando uno ad uno, tutte le Lavoratrici e Lavoratori durante le assemblee, leggiamo molti commenti che postano sui Social. AllAzienda diciamo: Leggeteli ed analizzateli anche voi questi commenti, riflettete sullo SCONVOLGIMENTO che avete portato in ogni angolo dellAzienda. Un consiglio: Cambiate modo di comunicare, perché comunicare il perfetto contrario rispetto a quanto state concretamente facendo, vi sta facendo perdere totalmente la credibilità, state sbagliando totalmente approccio. In questo momento anche il più aziendalista si sta accorgendo della vostra completa incoerenza. Comunicare benessere, coesione nei rapporti tra persone dentro lAzienda, bellezza delle relazioni, conciliazione tra tempi di vita e di lavoro e altre cose del genere, vi sta rendendo ridicoli agli occhi di tutti. Fermatevi finché siete in tempo!
Non passeranno troppi mesi che il caso Enel sarà studiato in tutti gli ambienti che trattano di Relazioni Industriali, come un caso eclatante di incoerenza assoluta e di miopia nel gestire un business strategico come il vostro. Le pubblicità patinate che vi costruite da soli non basteranno a rendervi credibili: STATE DISTRUGGENDO una Azienda che era ed è un gioiello nazionale. Il Sindacato vi ha indicato in tutti i modi ciò che si poteva fare e ciò che tutto non si poteva fare. Stravolgere la vita alle persone non si può fare, non è nelle vostre disponibilità.
LO RIPETIAMO: NON È QUESTIONE CHE RIGUARDA I POTERI CHE IL CONTRATTO VI DA, MA ATTIENE ALLA SFERA DEI VALORI. VOI NON SIETE PADRONI DELLA VITA DELLE PERSONE! CI SONO DIRIGENTI IN QUESTA AZIENDA, IN PASSATO COME ORA, CHE SONO ANDATI SUI LUOGHI DI LAVORO A RINGRAZIARE LE PERSONE PER LABNEGAZIONE E I RISULTATI OTTENUTI. QUELLE PERSONE A CUI ADESSO, QUEGLI STESSI DIRIGENTI, VORREBBERO STRAVOLGERE LA VITA.
VI DOVETE FERMARE, FATELO ANCHE PER LA VOSTRA COSCIENZA, FATELO PER VOI STESSI.
Avete voluto forzare la mano come si faceva due secoli fa, ma purtroppo per voi, la Società attuale, le donne e gli uomini del nostro tempo, non potranno accettare tutto questo. STATE SMOBILITANDO lEnel, al Sindacato non resta che MOBILITARE I LAVORATORI. Tutto questo non può essere accettato. Tornate indietro, solo noi possiamo aiutarvi ad uscire dal vostro errore.
#EnelSmobilita #ilSindacatoMobilita

Allegati